Il 23 febbraio 2023 si è svolta la cerimonia di inaugurazione del Monumento equestre a Giuseppe Garibaldi al Gianicolo di Roma, al termine di un delicato intervento di consolidamento e restauro resosi necessario a seguito dei gravi danneggiamenti subiti dal basamento a causa di un episodio di fulminazione avvenuto nella notte tra il 6 ed il 7 settembre 2018. L’enorme energia sviluppatasi nell’impatto del fulmine causò gravi dissesti, localizzati prevalentemente in corrispondenza dello spigolo del basamento esposto a nord-ovest, consistenti nello spostamento e rotazione di alcune lastre di rivestimento in granito, la parziale espulsione e frantumazione della lastra sul fronte ovest con il bassorilievo raffigurante il leone, il lieve spostamento di uno dei gruppi scultorei in bronzo presente sul lato ovest del basamento, oltre ad una serie di lesioni sulle lastre di rivestimento in granito.


Danni al rivestimento in granito prodotti dalla fulminazione del settembre 2018


Danni alle lastre di rivestimento in granito di Baveno
L’indagine eseguita con l’ausilio di un geo-radar ha consentito di individuare la presenza di cavità e zone molto fratturate all’interno del nucleo in muratura del basamento, prevalentemente localizzate in corrispondenza dello spigolo nord-ovest e sul fronte ovest del basamento, nella zona, cioè, dove più evidenti sono stati i danni prodotti dall’episodio di fulminazione.
Il progetto di consolidamento e messa in sicurezza ideato da DELMAN Ingegneria ha previsto una fase di pulizia dei detriti presenti all’interno delle fessure, il successivo riposizionamento delle lastre di rivestimento in granito fuoriuscite dalla propria sede, completando, poi, l’intervento di consolidamento con iniezioni a bassa pressione di malta cementizia fluida finalizzate a ripristinare l’originaria coesione agli elementi lapidei costituenti il nucleo centrale del basamento.

Esito dell’indagine Geo-radar : Rilievo delle zone di nucleo interno danneggiate dalla fulminazione ed ubicazione dei punti d’iniezione di malta cementizia fluida
L’efficacia dell’intervento di consolidamento con iniezioni di malta cementizia è stata, infine, verificata con una seconda campagna d’indagine eseguita con l’ausilio di geo-radar che, messa a confronto con analoga indagine eseguita prima dell’inizio dei lavori di restauro, ha confermato il buon grado di consolidamento raggiunto.


Lastra con il bassorilievo raffigurante il leone prima e dopo l’intervento di restauro
Il monumento, inaugurato nel settembre del 1895, dovette subire gli effetti di episodi di fulminazione analoghi a quello incorso nel settembre 2018 già in altre due precedenti occasioni avvenute, rispettivamente, nel settembre 1944 e nel luglio del 1963. Dalla documentazione fotografica dell’epoca è stato possibile constatare che anche in quelle due precedenti occasioni il monumento subì danni molto simili a quelli determinatisi con l’episodio del 2018, sempre ubicati in corrispondenza del prospetto ovest del basamento.


Fulminazione 1963 –Dettaglio bordo superiore dell’angolo Nord Ovest e dettaglio spigolo sud ovest
Non potendo escludere la possibilità che futuri ed analoghi eventi di fulminazione possano rimanifestarsi, si è ritenuto necessario associare all’intervento di consolidamento e restauro anche quello di messa in sicurezza nei confronti di futuri eventi di fulminazione.
Il preliminare progetto di fattibilità prevedeva l’installazione di un traliccio alto oltre 35m posto a sostegno di un parafulmine da posizionare in prossimità del monumento, di grande impatto visivo e che avrebbe inevitabilmente deteriorato l’originario pregevole contesto paesaggistico dell’area circostante.

Simulazione fotografica della torre parafulmine
A seguito della successiva elaborazione del progetto esecutivo dell’impianto LPS (Lightning Protection System), DELMAN Ingegneria, dopo averne verificato la fattibilità progettuale, ha proposto un sistema alternativo di protezione del monumento basato sul principio della gabbia di Faraday. Dopo aver verificato l’adeguatezza dello spessore garantito dal monumento bronzeo, a quest’ultimo sono stati connessi due cavi in acciaio inox correnti verticalmente e fissati alle due pareti del basamento rispettivamente esposte a Nord ed a Sud. Le due calate verticali sono, poi state connesse ai gruppi scultorei in bronzo presenti nella zona inferiore del basamento mediante due anelli conduttori posti a due livelli intermedi ed ad un anello di messa a terra posizionato a circa 50 cm al di sotto della pavimentazione circostante il monumento. Grazie a questa soluzione, che ha ottenuto immediatamente l’approvazione della Sovrintendenza ai beni culturali, è stato possibile garantire la messa in sicurezza del monumento nei confronti di futuri eventi di fulminazione, senza determinare alcun impatto visivo sul monumento e sull’area ad esso circostante.


Dettaglio della calata verticale del nuovo impianto LPS





