La fontana fu progettata, sul modello di un’altra fontana seicentesca in travertino situata a Villa Borghese, all’inizio degli anni ’30 dall’architetto Raffaele De Vico (1881-1969), all’epoca uno dei più affermati consulenti artistici del Comune di Roma, a cui fu affidata la progettazione di numerosi giardini pubblici della Capitale.
A seguito di un approfondito esame dello stato di consistenza delle varie parti costituenti la fontana si sono potute individuare le porzioni della fontana originaria che avrebbero potuto essere recuperate ed accuratamente restaurate e quelle che, invece, avrebbero dovuto, inevitabilmente, essere ricostruite.
Dovendo, quindi, ricostruire la fontana alternando porzioni originarie preventivamente restaurate e porzioni integralmente ricostruite, la tecnica della prefabbricazione in moduli è sembrata la soluzione più indicata. La necessità, poi, di conferire alla struttura, così come prescritto dalla vigente Normativa (DM14.01.2008), capacità resistenti anche nei confronti delle azioni sismiche di progetto (certamente non garantite dalla scarsa armatura presente all’interno della struttura originaria), ha determinato la scelta di predisporre un’anima metallica all’interno della struttura.





